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Legenda: Simboli ed Opzioni Dettaglio del Dipinto Dettaglio della Cornice
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Home > Artist Gallery > Paul Gauguin Art Gallery


Gauguin:
Gallery 1 - Gallery 2


Ta Matete 
(We Shall Not Go 
to Market Today) 
1892
oil on canvas
Kunstmuseum Basel, 
Basel, Switzerland
Dettaglio del DipintoDettaglio della Cornice

The Yellow Christ
1889
oil on canvas
Il dipinto originale
e' esposto alla Albright-Knox Gallery


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Cod. Art. 129

Dim. 60x90 cm


Disponibile
subito:
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Two Tahitian Women
1899
oil on canvas
Metropolitan Museum 
of Art, New York
Dettaglio del DipintoDettaglio della Cornice

Vision After Sermon
1888
oil on canvas
Il dipinto originale
e' esposto al National Gallery of Scotland, Edinburgh


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Cod. Art. 137

Dim. 60x90 cm


Disponibile
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Gauguin: Gallery 1 - Gallery 2


Self-Portrait 
Dedicated to Carrière, 
1888 or 1889
oil on canvas, 
46.5 x 38.6 cm 
Collection of
Mr. and Mrs. Paul Mellon,
National Gallery of Art, 
Washington   Anche Gauguin, come Van Gogh, inizia relativamente tardi a dipingere e si affaccia al mondo dell'arte senza una specifica preparazione accademica. Nato a Parigi nel 1848, fino al 1883 è impiegato come agente di cambio e solo nel tempo libero coltiva il suo interesse per la pittura. Si lega al gruppo degli impressionisti - in particolare a Pissarro - e partecipa ad alcune delle loro mostre collettive. Ma già alla metà degli anni '80 avverte il desiderio di allontanarsi dalla capitale francese per scoprire nuovi luoghi e nuove civiltà. Nel 1885 compie il primo dei suoi viaggi in Bretagna, a Pont-Aven, dove da diversi anni si era formata una colonia di artisti, di cui facevano parte, tra gli altri, Emile Bernard e Paul Sérusier.


Il Cristo giallo, 1889
Olio su tela, 
92 × 73 cm
Albright-Kons 
Art Gallery, 
Buffalo


   A contatto con questa civiltà incontaminata, la pittura di Gauguin trova modo di esprimersi al meglio.  Scrive: "Amo la Bretagna, ci trovo il selvaggio, il primitivo […] sento le sonorità sorde, compatte e possenti che cerco in pittura." La resa pittorica di quelle atmosfere si avvale di ampie stesure cromatiche piatte e uniformi, nettamente campite da contorni marcati. Il cromatismo è vivace e brillante, mentre l'uso della linea tende alla semplificazione e al decorativismo. Ne risulta una visione di sintesi fortemente espressiva, che rimarrà il tratto saliente della pittura di Gauguin anche nei periodi seguenti.

   Gli anni successivi sono caratterizzati da continui spostamenti alla ricerca di mondi incontaminati: a partire dal 1887 si reca dapprima a Panama, poi in Martinica; al ritorno in Francia è di nuovo in Bretagna e poi ad Arles, a dipingere insieme a Van Gogh; dal 1891 trascorre lunghi periodi a Tahiti e nelle isole Marchesi, dove muore nel 1903.

L'attrazione per tutto ciò che è primitivo, esotico, incontaminato, è una componente essenziale della cultura ottocentesca e riveste un ruolo fondamentale per il rinnovamento del linguaggio figurativo europeo. La figura di Gauguin incarna perfettamente questo atteggiamento assai diffuso, che porta gli artisti all'attenzione verso temi e linguaggi estranei alla tradizione accademica Il processo di contaminazione di fonti e modelli riguarda sia tradizioni artistiche lontane nello spazio - come nel caso dell'arte giapponese - sia manifestazioni di civiltà ormai scomparse - come nel caso dei reperti conservati nei musei archeologici ed etnografici. Ma la commistione di modelli eterogenei interessa anche espressioni di cultura materiale: fonti "basse", testimonianze extraartistiche che entrano a far parte del lessico della pittura.


Gauguin e Tahiti

"Metto in questo ritratto ciò che l'animo ha permesso agli occhi di vedere e soprattutto, penso, ciò che gli occhi soli mai avrebbero mai veduto, questo fuoco intimo, intenso". Gauguin, dopo la prima esperienza primitiva all'isola di Tahiti fatta nel 1893, decide di ritornarci nel 1895 e di restarvi a lungo. La pittura del secondo soggiorno del periodo tahitiano testimonia la ricerca e il confronto dell'artista con un luogo incontaminato dalla civiltà, una sorta di paradiso terrestre in cui respirare lo stato selvaggio della natura e godere di una diversa bellezza femminile. In quest'arte "primitiva" le figure, i paesaggi, le forme e i colori trascendono il dato reale apparente per suggerire significati più reconditi e profondi.


Two Tahitian Women, 1899
Olio su tela, 
94 × 72,5 cm
Metopolitan Museum of Art, 
Gift of W.C. Osborne


Questo dipinto testimonia come Gauguin sia interessato alla tipologia muliebre tahitiana: sensuale ed espressiva, ma al tempo stesso classicheggiante. Colpisce la profondità e la dolcezza dello sguardo della fanciulla che offre il canestro di fiori, coinvolgendo l'osservatore. I due nudi femminili diventano quasi un simbolo della primitiva vitalità, pura, felice, istintiva. I colori caldi e la sintesi formale consentono al pittore di trasmettere un immagine ricca di spiritualità, d'incanto, quasi magica..


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